luglio 13, 2008 16:16

 logonero

PRIMA NAZIONALEFP_loca

ANDRIA
GIOVEDI 17 LUGLIO
2008
ORE 21.00
CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO
 
con Ippolito Chiarello
drammaturgia Michele Santeramo
regia Simona Gonella
spazio e luci Vincent Longuemare
 
Maksim Cristan è croato, ricco e affermato. Un giorno lascia la sua Beretta Chevrolet ad un semaforo, con il motore acceso, e se ne va. In un albergo: stanza 510.
Lascia che i suoi cellulari si scarichino e si ferma a guardare il soffitto: fanculo. Fanculo pensiero.
Poi va alla stazione, prende il primo treno per Milano e si mette a vivere per strada.
E per strada scrive. Scrive della decisione di mollare tutto, dei suoi incontri, delle sue donne, di una vita che non vuole più – per niente – essere come prima.
 
Anche il protagonista dello spettacolo, interpretato da Ippolito Chiarello, apparentemente è ricco e affermato. Anche lui un giorno lascia la sua Beretta Chevrolet ad un semaforo, con il motore acceso, e se ne va.
In un albergo: stanza 510.
Ma c’è un problema: la stanza 510 non c’è. Lo spazio in cui agisce il personaggio è un rettangolo dal vago sapore di pista da ballo. Questa è la sfida – o l’esperimento – cui il personaggio dà vita: mette in scena in maniera quanto mai letterale tutti gli oggetti e i mobili di questa ipotetica stanza, la abita nei minimi dettagli, la evoca e con essa anche gli altri personaggi utili al suo esperimento, che altro non è che il gioco crudele di mettere in scena la sua vita, quella da cui vuole scappare, quella che lo ha portato fino alla stanza 510 e quella futura, che può solo immaginare. Fanculo a se stessi, fanculo al proprio personaggio, fanculo al ruolo.
L’esperimento è una discesa feroce dentro se stessi, a cercare risposte nel fondo del fondo, fino a rischiare di  perdersi totalmente e fino, ineluttabilmente, a trovare altre domande e poche risposte.
 
Lo spettacolo tenta una via per analizzare il desiderio di fuga ormai così violentemente connaturato nella contemporaneità. Mette di fronte ai tanti che vorrebbero andarsene a fan… l’esperimento di uno che ci prova e che usa i mezzi classici della rappresentazione per rappresentare e presentarsi le alternative possibili. Il personaggio principale si spinge fino al limite del non ritorno ma fallisce. Qualsiasi nuovo ruolo indossi ha lo stesso sapore del cappotto di classe con cui è entrato nel teatro/stanza 510.
Nel testo Santeramo si spinge spesso fino al paradosso, sfiora con costanza il riso e costringere il personaggio a farsi domande spesso pericolose:metterlo in scena significa sfidarsi a vedere se gli strumenti dell’arte teatrale, del ruolo e del personaggio alla fine siano davvero così simili alla rappresentazione che mettiamo in campo ogni giorno per sopravvivere.
Simona Gonella
 
C’è un momento in cui a tutti è capitato di pensare che valesse la pena lasciar perdere, smettere di far le cose, cambiare vita, cambiare tutto.
Al protagonista della messa in scena questo pensiero si insinua fortemente nella coscienza, fino ad acquisire forza d’azione, tanto da portarlo a smettere di pensare di cambiar tutto, e cominciare a farlo. Con un taglio netto. Così come è successo al protagonista del romanzo cui lo spettacolo è ispirato, dall’oggi al domani, dall’adesso all’adesso, questo decide di chiudersi in una camera d’albergo e smettere di fare tutto quello che ha fatto fino ad allora.
La tentazione era di scrivere: smettere di essere ciò che era stato. Ma in realtà non sarebbe stato forse troppo sbagliato, perché uno dei malanni a cui si fa riferimento nello spettacolo, anzi uno dei punti di partenza della riflessione sullo stesso, è proprio questa continua confusione che ormai quasi tutti facciamo, la confusione tra le nostre occupazioni e il nostro modo di essere: io sono un attore, non più io faccio l’attore. Questa confusione provoca difficoltà, rotture improvvise, fughe in avanti, tanto che se uno ci crede, e riesce a trovare il coraggio o l’incoscienza di andare fino in fondo, allora deve interrogarsi e capire la differenza tra quello che vuole fare e quello che vuole essere.
E’ uno spettacolo in cui il potere della “messa in scena” è dichiarato fin dal principio, anche per la presenza di un registratore al quale il protagonista confida i segreti del suo percorso e delle sue riflessioni, allo scopo di averne memoria.
Una riflessione sul mestiere del teatro, su quanto la finzione sia e debba essere al servizio della verità, essendo quest’ultima l’obiettivo finale dello stare in scena. Tanto che sarà proprio l’illusione di questa verità, tutta teatrale, tutta teatrale, a ridare speranza al personaggio che in scena, per tutto il tempo, ha cercato di definirsi, di rendersi vivo, di riconoscersi.
                                                                                  Michele Santeramo
“…immergerei il tutto in una luce improbabile, contenitore di finzioni e rivelazioni…. Richiudendo il quaderno di note e schizzi, avendo riletto sia i vostri pensieri che i miei, mi appare che il luogo del lavoro, questo luogo, è il pensiero.
Non è un luogo fisico, è un luogo interiore, dove scorrono i suoi flussi, dove si accendono e svaniscono le finzioni…. il luogo fisico poco importa in quanto è un luogo di passaggio… quello che deve essere tradotto, reso visibile, portato a galla, è questo: il pensiero, il gioco tra l’interiorità e l’esteriorità, là dove il pensiero si proietta e genera realtà, o illusione, verità o costruzione materiale, l’affondo o l’agire in superficie del pensiero… significa una luce che ti segue passo a passo, con discrezione ma efficienza delle ombreggiature e qualità di chiaro scuro/caldo freddo, una luce di estrema precisione che possa fluire nel generare interiorità o esteriorità, qualcosa che abbia a che fare con delle variazioni di piani nel cinema, modificando la presenza del corpo nello spazio, ma soprattutto componga e ricomponga la faccia, il viso, come terreno di gioco (terrain vague), dove le espressioni o assenze di espressioni, sono traduzione in superficie visibile dei moti interiori, del liquido pensiero fino al vaffanculo pensiero.”
Vincente Longuemare
 
Premio ubu 2008 per le luci, collabora stabilmente con Marco Martinelli per cui ha curato anche le scene di Sterminio. Sua la cura della Notte della Taranta, impegnato in allestimenti teatrali e lirici, ha recentemente curato luci e scene della Traviata per Cristina Muti.
 
Da 25 anni il mio lavoro come attore, oltre a esprimersi essenzialmente nel teatro, cerca di alimentarsi continuamente anche con la partecipazione a progetti cinematografici (“Italian Sud-est”, in concorso nel 2003 a Venezia 60 – sez. Nuovi territori e“Fine pena mai” dei Fluid Video crew; “Il miracolo”, in concorso nel 2003 a Venezia 60 e “I Galantuomini”, regia di Edoardo Winspeare) e musicali, anche come regista e autore.
Dopo aver lavorato come osservatore e studioso del lavoro di Dario Fo, ho collaborato per circa un decennio con la Compagnia Koreja di Lecce e partecipato, tra gli altri, ai fortunati spettacoli: “Acido Fenico – ballata per Mimmo Carunchio camorrista”, monologo su testo di Giancarlo De Cataldo, con i Sud Sound System e Brecht’s Dance con Raiz di Almamegretta con la regia di Salvatore Tramacere.
Nel 2006, con il fortunato incontro con la regista Simona Gonella, l’Oda Teatro-Cerchio di Gesso di Foggia, Michele Santeramo e Michele Sinisi del Teatro Minimo di Andria, inizia una fortunata collaborazione che si concretizza con gli spettacoli: “Sacco e Vanzetti” dell’Oda Teatro-Cerchio di Gesso, scrittoda Santeramo e con la regia di Simona Gonella e “Il sogno degli artigiani” del Teatro Minimo di Michele Santeramo e regia di Michele Sinfisi.
La collaborazione continua dunque con “Fanculopensiero – stanza 510”, come momento di maturazione di un rapporto di collaborazione con Simona Gonella e Michele Santeramo e l’incontro fortunato con Vincent Longuemar, interrogandosi sul disagio della vita contemporanea e la possibilità di visualizzare un pensiero confuso e veloce e trovare un modo di rallentare.
Con la mia Compagnia, Nasca Teatri di Terra, ho prodotto, scritto e interpreto, anche per la prossima stagione, lo spettacolo “Oggi Sposi”, con la regia di Maria Cassi (ex Aringa e Verdurini). Uno spettacolo di successo, un varietà contemporaneo, esilarante, emozionante e con contenuti solo apparentemente frivoli.
Ho incontrato/lavorato tra gli altri Laura Curino, Richard Fowler, Cesar Brie, Andrea De Luca, Alfonso Santagata, Domenico Castaldo, Roberto Secchi, Marco Baliani, Roberto Corona, Giorgio Barberio Corsetti, Silvia Lodi, Maria Grazia Mandruzzato, Lucio Diana, Vanja Pucci, Renata Molinari, Barbara Toma, Claudio Santamaria, Valentina Cervi, Beppe Fiorello, Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Giorgio Col angeli.
Ippolito Chiarello
 
INGRESSO LIBERO

Si consigla la prenotazione chiamando o scrivendo a

BIGLIETTERIA E INFORMAZIONI

Cortile Comune di Andria, piazza Umberto I
Aperta dal Lunedì al Sabato: h 10.00-12.00, 18.00-20.00
T. +39 0883 290226

www.casteldeimondi.com


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P.link ¦ commenti (1)
categoria : 1 teatro

maggio 10, 2008 20:40

ed. 2007/2008

CaffeLetterario_1in collaborazione con

NASCA_nerojpg

e la direzione artistica di IPPOLITO CHIARELLO



SERATA FINALE



MERCOLEDì 14 MAGGIO 2008

ore 22.30


"arrivederci...alle storie"



con e grazie a...

Tommaso Manfredi, P40, Mimmo Pesare, Mauro Scarpa, Luciana Manco,

Stefania Mariano, Silvia Lodi, Barbara Toma, Maristella Martella

Agnese Manganaro, Luca Tarantino, Nasca Teatri di Terra,

Cecilia Maffei, Emanuele Chiarello, Francesca Calcagnì,

Tonia De Vincentis, Marta Nigra, Mariangela Nascosto, Massimo Zaccaria,

Maksim Cristan, Elena Ghigas, Giovanni Carrozzini,

Chiara Piliego, Carla Murrone, Francesco Vaglio, E. Fedele



Anche quest'anno la rassegna QUANTE STORIE PER UN CAFFE' giunge alla serata
finale. E' stata una grande stagione, perchè anche quest'anno e più degli
altri anni si è definita la particolarità di questo "spazio di esibizione".
Un piccolo palcoscenico dove ci piace dire che coccoliamo gli artisti e gli
artisti ci donano la loro idea di spettacolo, con un incursione originale
delle loro performance. Dodici serate nelle quali si sono alternati: teatro,
danza, letteratura, musica, pittura e conversazioni notturne sulle
motivazioni profonde di chi fa "spettacolo". Un pubblico che si è abituato a
fermare la routine del pub tradizionale e bevanda in mano, in silenzio e al
buio delle atmosfere, ha ascoltato, non distratrattamente, le iniezioni di
"melodia artistica", per poi incontrare gli artisti a fine esibizione. Tanti
artisti che mi hanno scritto perchè desiderano esibirsi in questo spazio che
ritengono prezioso e questo ci inorgoglisce.

In questa serata finale, con
ospiti a sorpresa, potremo incontrare tutti gli artisti che si sono esibiti quest'anno.

Un cadeau
particolare per tutti gli avventori della serata e un brindisi per
accogliere la bella stagione. Vi aspettiamo
.
Ippolito Chiarello

CaffeLetterario_1

Ufficio stampa Caffè Letterario Tel/fax 0832 289796 www.caffeletterario.org  Info 0832 242351

NASCA_nerojpg

NASCA TEATRI DI TERRA - Via San Nicola, 47 - 73100 LECCE
fax 0832.520532 - cell 3474741759
nasca@ippolitochiarello.it  - www.ippolitochiarello.it  

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maggio 10, 2008 03:07

in FINE PENA MAI

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P.link ¦ commenti
categoria : 4 cinema

aprile 21, 2008 03:27

IN COLLABORAZIONE CON

E LA DIREZIONE ARTISTICA DI

IPPOLITO CHIARELLO

MERCOLEDI' 23 APRILE 2008

ORE 22.30

"STEFANIA MARIANO e SILVIA LODI"

 

La Fabbrica dei Gesti

 

presenta

 

INTERNO NOTTE

 

Spettacolo di teatro danza, di e con Stefania Mariano, danzatrice, e Silvia Lodi, attrice. INTERNO NOTTE è uno sguardo nel vuoto, quel vuoto che ci coglie dopo una caduta impensata, la solitudine dell’esistenza che avviene nell’impossibilità di comunicare al mondo. Due corpi, due sguardi che non si incrociano, una voce, un movimento nello spazio, una cadenza filmica che termina in un inafferrabile risveglio. Il testo recitato è tratto da "NEI LEONI E NEI LUPI" di Mariangela Gualtieri.

 

STEFANIA MARIANO è danzatrice/coreografa formatasi presso la scuola di danza Classica e Moderna del Teatro Ariston di Lecce, diretta dalla Maestra Ingrid Ebert. Si diploma a Roma presso la Scuola MastMaster (Musical Actor's School Theater). Studia  a Milano, Teatro-Danza con la Ballerina - Coreografa Susanne Linke, seminario tenuto presso la Civica Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi, e con altri maestri di fama internazionale come: Paula Morgan, Khosro Adib, Oleg Soulimenko, David Zambrano, Adrian Russi, Dieter Heitkamp, Ruby Worth, Jean Hugues Miredin, Colin Condor, Biondi Josè, Hans Wron. Accanto alla attività professionale di danzatrice/coreografa si dedica alla formazione teatrale; dal 2006 collabora con Silvia Lodi nei corsi coreografico/teatrali, dando vita - nel 2007 - all' Associazione La Fabbrica dei Gesti.

 

SILVIA LODI, attrice formatasi presso il Workcenter di J. Grotowski a Pontedera, ha lavorato come attrice con il Piccolo Teatro di Pontedera, il Teatro Valdoca di Cesena, con la compagnia Koreja di Lecce, il Kismet di Bari.

Accanto alla attività professionale di attrice si dedica alla formazione teatrale, dal 2006 collabora con Stefania Mariano nei corsi  coreografico/teatrali dando vita nel 2007 all’Associazione La Fabbrica dei Gesti.

 

Ufficio stampa Caffè Letterario   

Tel/fax 0832 289796    www.caffeletterario.org   Info 0832 242351

 
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aprile 08, 2008 00:16

11° APPUNTAMENTO

CaffeLetterario_1

IN COLLABORAZIONE CON

NASCA_nerojpg

E LA DIREZIONE ARTISTICA DI IPPOLITO CHIARELLO

MERCOLEDì 9 APRILE 2008

ore 22.30


"AGNESE MANGANARO"

Agnese Manganaro è artista salentina dalla voce cristallina: nella sua performance al Caffè canterà brani degli anni ‘50 e ‘60 ed anche alcuni inediti. Ad accompagnarla, la chitarra di Luca Tarantino. Un concerto raccolto, dalle atmosfere rarefatte, con melodie cantate non solo in italiano, ma anche in inglese, spagnolo, portoghese e persino in giapponese.

Il talento di Agnese è ormai riconosciuto ben al di là dei confini regionali e nazionali: per esempio, la nota jazz singer inglese Sarah Jane Morris l’ha scelta per aprire le sue date italiane del tour europeo, lo scorso 12 e 13 febbraio a Catania. Non solo, alcuni suoi brani hanno trovato spazio sui mercati discografici giapponesi e ucraini.

La sua biografia ufficiale (da scoprire, insieme a molto altro, sul sito www.agnesemanganaro.com) racconta di una passione per la musica che inizia quando Agnese è ancora una bambina e che cresce e si evolve sino alla sua prima esibizione, vera e propria, a diciannove anni. Si iscrive al Conservatorio di Lecce, che lascia per studiare respirazione ed emissione vocale, intanto scrive canzoni. Nel 1999 vince la targa “Mister Volare” dedicata a Domenico Modugno, nello stesso anno le vengono assegnate due borse di studio, una delle quali da Mogol. Dal 2000 al 2002, sono molte le sue esperienze professionali: da Castrocaro alle semifinali dell’Accademia di Sanremo, dal programma “Demo” al Premio Recanati, fino al premio Barocco, in qualità di corista. Nel 2004, il suo brano “un’onda”, viene trasmesso dal dj Alessio Bertallot nel corso della trasmissione “B-Side” di Radio Deejay. Il 2006 è particolarmente importante: esce il primo singolo “e vai via” per la IRMA records; l’anno seguente un nuovo singolo, “corri”, prodotto da Ohm Guru e Ninfa, e l’uscita radiofonica di “e vai via” in Giappone.

Attualmente sta lavorando al nuovo tour live ed ha appena terminato le registrazioni del suo primo album che uscirà per l’indipendente IRMA Records di Bologna, punto di riferimento in Italia e non solo per la musica lunge.

Inizio: ore 22.30 Ingresso libero

Ufficio stampa Caffè Letterario Tel/fax 0832 289796 www.caffeletterario.org  Info 0832 242351


NASCA TEATRI DI TERRA - c/o CINETEATRO DB D'ESSAI Via dei Salesiani, 4 - 73100 LECCE
fax 0832520862 - cell 3474741759
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